Robe di Donne

BENE, anche io non sono un “genitore perfetto”!

On lunedì, aprile 28th, 2014

Una psicologa infantile si trova ad ascoltare problematiche che si colorano di sfumature simili. Genitori esasperati dalla mancanza di sonno, dai vestiti buttati a terra e mai riordinati, dalle battaglie per i compiti e dalle urla e i ritornelli “E’ stato lei/lui a cominciare!”. Ci siete passati anche voi, vero? Anche per voi ci sono giorni in cui vi siete ritrovati (ancora una volta?!!) a contare i minuti che vi separano dall’ora di andare a dormire, come se il massimo che possiate augurarvi sia sopravvivere.

Tuttavia, quando si tratta dei vostri figli, mirate molto più in alto della mera sopravvivenza, fermatevi un momento e domandatevi: cosa desidero davvero per mio figlio? Cosa mi auguro sviluppi e porti con sé nella vita adulta?

È probabile che desideriate la loro felicità, autonomia, che possano veder realizzati i propri sogni e che stabiliscano relazioni appaganti e significative. Fermatevi un altro pochino: quale percentuale del vostro tempo dedicate a sviluppare intenzionalmente queste qualità nei vostri figli? se fate parte di chi si trova da questa parte della barricata, dove spesso non ci si sente all’altezza di rispondere a quell’ideale di “supergenitore” cui non capita mai di fare fatica ad andare avanti e che apparentemente riesce a dedicare ogni momento in cui è sveglio ad aiutare i suoi figli a crescere bene, ecco, probabilmente state temendo di dedicare troppo tempo a cercare almeno di arrivare alla fine della giornata e di non riservare momenti sufficienti per creare esperienze che possano aiutare i vostri figli a raggiungere una più piena realizzazione di sé, sia oggi sia in futuro.

Immagino che quanto descritto vi sia familiare e che probabilmente stiate sperimentando una buona dose di disagio e frustrazione. Non disperate! Ci sono ottime notizie per voi: i momenti in cui avvertite la sensazione di cercare solo di sopravvivere costituiscono in realtà delle ottime opportunità per aiutare vostro figlio a “fiorire”.

I momenti importanti ed affettuosi non sono distinti da quelli in cui più abitualmente vi ritrovate a sperimentare le difficoltà della vita quotidiana (convincere il bambino a fare i compiti oppure a risolvere un’altra crisi di collera). Così, i casi in cui vostro figlio sembra mancarvi di rispetto rispondendovi con impertinenza, o il preside della scuola vi manda a chiamare o, ancora, vi ritrovate a fare i conti con l’ennesimo danno materiale, sono certamente momenti “di sopravvivenza”, non ci sono dubbi al riguardo. Ma, al tempo stesso, costituiscono delle opportunità, dei doni (vi immagino saltare dalla sedia nel leggere quanto appena scritto), perché un momento di sopravvivenza è anche un momento per fiorire, un contesto in cui può dispiegarsi il lavoro prezioso e significativo dei genitori.

Non ritagliatevi dei momenti per aiutare i vostri figli a realizzare il loro potenziale, usate piuttosto tutte le interazioni con loro, anche quelle stressanti, come opportunità per aiutarli a diventare persone responsabili e premurose. Sosteneteli ed aiutateli ad essere se stessi e a farli sentire più a loro agio nel mondo, psicologicamente più forti e “resilienti”. Vi starete chiedendo come si fa a realizzare tutto questo, giusto? Bene, non fermatevi mai dal confrontarvi con chi come voi sperimenta le medesime difficoltà, chiedete aiuto, se necessario e non fatevi soli e ricordatevi: non esistono “genitori perfetti”, ogni errore è l’opportunità per crescere ed imparare!

A cura di Debora Contino – Psicologa infantile a Roma

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Pubblicato in Salute
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