Robe di Donne

Differenze tra prosecco e moscato

On mercoledì, luglio 20th, 2016

Due vini molto amati ma così diversi…

Nel panorama della produzione vitivinicola italiana ogni regione ha le proprie eccellenze e una produzione che la caratterizza, con uve diverse (coltivate in terroirs ben diversi) da cui si ottengono vini e spumanti da tavola o da meditazione, abboccati o dry, leggeri o corposi, da bere freschi o a temperatura ambiente. Alcuni sono pronti da consumare appena prodotti, altri migliorano invecchiando, e naturalmente ci sono piatti a cui si sposano meglio alcuni tipi rispetto ad altri. Contano anche le preferenze personali del gusto, influenzate a loro volta da una componente associata al genere. In altre parole, gli uomini tendenzialmente preferiscono vini più corposi e forti, da gustare con carni rosse e piatti dai sapori decisi; le donne invece sembrano avere un debole per vini più leggeri e dolci. Le di fferenze tra moscato e prosecco – appunto due fra i vini più apprezzati e conosciuti anche all’estero – sono a loro volta molto marcate, nonostante l’apparenza: il primo deve il proprio nome – pare – all’aroma che richiamerebbe quello della noce moscata o del muschio, ed è un vino lavorato in modo che possieda un alto contenuto di zucchero. Del secondo, (casualmente) già il nome fa pensare ad una natura più asciutta, temperata però dalla freschezza, fragranza ed effervescenza di alcuni suoi tipi.

Caratteristiche del moscato e del prosecco

Entrambi tipici dell’area mediterranea, hanno alle spalle una tradizione di produzione che va dai cinque secoli ai due millenni, ma le differenze tra prosecco e moscato sono in realtà numerose. A parte la lunga, riconosciuta storia, il solo elemento apparente ad accomunarli ad un primo sguardo è il colore, perché entrambi sono soprattutto noti come vini bianchi. In effetti, il prosecco esiste anche in versione rosé, e del moscato (che è un vino passito) si elaborano anche bottiglie da uve trattate per dare un vino nero. Ma al di là del colore, si tratta di vini profondamente diversi: bouquet (il complesso degli aromi), perlage(cioè l’effervescenza, assente nel moscato), metodo di lavorazione, uve impiegate (tassativamente almeno l’85% di Gleraper il prosecco, mentre il moscato preferisce le uve Pinot e Chardonnay) e piatti con cui accompagnarli – tutto differisce. L’altissimo livello qualitativo di questi tipi di vino è però riconosciuto per entrambe le qualità da marchi DOC e DOCG attribuiti a diverse varietà, come per esempio nel caso del Moscato di Scanzo DOCG e del Prosecco Superiore DOCG (di cui ci sono due varietà).

Differenze tra prosecco e moscato

I vini passiti come appunto il moscato si chiamano così perché l’uva viene lasciata sulle viti oltre il punto di maturazione in modo da “(ap-)passire”, per concentrare al massimo aromi e zuccheri negli acini, dalla cui lavorazione si otterrà un vino particolarmente dolce, profumato e ricco di minerali. Naturalmente, un vino con queste caratteristiche si accompagnerà bene con frutta, biscotti secchi (si pensi all’abbinamento cantucci e vin santo) edesserts poco zuccherini, ma gustarlo con carne o pesce è fuori questione perché il contrasto sarebbe decisamente stonato. Viceversa, il prosecco si sposa bene anche con il pesce, alcuni tipi di formaggi e salatini, e si può anche usare come ingr ediente per esempio per preparare certi risotti, profumare dei dolci o nella realizzazione di alcuni noticocktail. Del prosecco esistono – secondo il grado alcoolico e le caratteristiche dell’effervescenza – tre varianti che lo fanno distinguere tra fermo, frizzante o spumante; la sola zona di produzione ammessa è una ristretta area tra Friuli eVeneto e nella sua produzione, come visto, la predominanza delle uve da vitigno Glera è schiacciante. Il gusto del prosecco è definibile come aromatico, fruttato, a volte amabile, con un lieve retrogusto amaro e di legno; ricorda lochampagne e accompagna con eleganza piatti dai sapori delicati a base di pesce e verdure, oppure si può gustare da solo in un’occasione speciale. Di vino moscato invece esistono quasi tanti tipi quante sono le zone dove si coltivano le uve da cui si ottiene, a loro volta numerose, anche se naturalmente l’etichetta DOCG lega il vino (o il prodotto gastronomico a cui è attribuita) ad un certo luogo di produzione. È molto dolce e si beve bene con certi dessert, la frutta a guscio e i biscotti asciutti, oppure si può usarne un poco per aromatizzare le composte.

About -

Pubblicato in Vini
Displaying No Comments
Have Your Say

Lascia un commento