donne-mafia1Il ruolo delle donne dei mafiosi è profondamente cambiato, non sono più semplici e innocenti figlie e mogli di mafiosi, tenute all’oscuro delle azioni di padri e mariti, magari anche segregate in casa. Ora sono complici e alleate, prestanome e aiutanti validissime nella conduzione dei business di famiglia. In prima linea, almeno così per le donne dei clan di Ostia, cadute al centro delle indagini della procura e della Squadra mobile. Due sorelle, Felicia Caldarella moglie di Vincenzo Triassi e Nunziata Caldarella, moglie di Vito Triassi. Entrambe sono figlie di Santo Caldarella, condannato per associazione mafiosa e «canali indispensabile per i contatti con i Caruana Cuntrera, ossia con Cosa Nostra», scrive il gip Simonetta, come le figlie del boss Carmine Fasciani – Silvia Bartoli, Azzurra e Sabrina Fasciani alle quali è stata contestata l’accusa di mafia. Le donne sono entrate nell’organizzazione mafiosa grazie ad una nuova flessibilità interna che ha elevato il ruolo femminile togliendolo da quella sorta di ambiguità che vedeva la partecipazione femminile solo se le donne venivano “affiliate” come emerge da alcuni atti di alcuni processi risalenti ai primi del Novecento in si parla di donne affiliate all’organizzazione con un coinvolgimento formale della donna nella struttura mafiosa. Ritornando indietro negli anni le donne venivano ammesse solo se vestivano da uomo e ricoprivano il ruolo di “sorella d’omertà”. Il ruolo veniva dato a donne legate a uomini d’onore, e le loro azioni criminali sono risultate negli anni più definite e importanti anche a livello giudiziario.

I compiti che dovevano assolvere riguardavano l’assistenza ai latitanti, il di far circolare le ‘mbasciate e di mantenere i contatti tra i detenuti e l’organizzazione esterna.


E pian piano le donne hanno avuto sempre più forza all’interno ella società mafiosa. La loro partecipazione aumenta nei periodi di conflitto e di vuoti di potere che le portano allo scoperto. Nei conflitti le donne sono protagoniste per portare a termine le più svariate attività criminali pechè gli uomini sono assenti, latitanti o in carcere. Mantengono anche i contatti con i carcerati e il mondo esterno, nascondono e custodiscono le armi e vigilano esternamente. Un ruolo fortissimo, poi, lo hanno nelle vendette tra famiglie quando le donne, pur cercando di tutelare la vita di figli e mariti, li istigano a fare vendetta di sangue, unico atto che può dare loro soddisfazione. In altro momento importante in cui le donne sono “regine è l’organizzazione dei matrimoni in cui si bada all’imparentamento elle famiglie piuttosto che all’amore tra i due sposi.