Robe di Donne

In viaggio nell’isola della donna più bella del mondo, Milo

On martedì, marzo 12th, 2013

venere-milo(1)A Milo è stata trovata la statua di Venere, la dea dell’amore e della bellezza che era rimasta per secoli nascosta sotto un cumulo di pietre e terra e che è stata scoperta il secolo scorso. Ora si trova al Louvre di Parigi, ma nell’isola di Milo in ogni angolo si avverte la sua impalpabile presenza nei luoghi magici e mitici che ci sa offrire. Milos è una isola delle Cicladi, la più occidentale, è piccola e ha la forma di un ferro di cavallo in quanto, come Santorini, è nata da una sconvolgente esplosione vulcanica che le ha donato coste sabbiose e lineari, coste scoscese e colorate, baie dagli splendidi e vari colori che vanno dal rosso ocra al giallo zolfo, dal bianco candido al nero ossidiana.

È un’isola dove viene esaltata la femminilità e la gentilezza grazie ai profumi che oleggiano lungo i sentieri variopinti da fiori multicolori. L’ideale per visitarla e assaporarla sono i mesi di aprile e maggio mentre per le amanti dei bagni di mare e di sole sicuramente il periodo migliore è quello estivo. I panorami dell’isola variano a seconda della posizione in cui ci si trova, ad esempio la zona di Adana, il maggior porto dell’isola, si presenta con una costa bassa e sabbiosa ombreggiata da grossi tamerici e circondata dalle tipiche casette cicladiche, tutte bianche con porte e finestre azzurre che si inerpicano lungo la collina ricca di rampicanti rossi che provocano un incantevole contrasto cromatico. Il paese culmina nel piazzale della chiesa dalla cupola blu risplendente al sole e con lo svettante campanile candido. Sul golfo di Adana si allineano numerosi ristorantini che si allungano fino sull’acqua e che alla sera offrono freschi aperitivi o succulenti piatti di pesce.

Anche il paese di Plaka, dalle antichissime origini, può suscitare intense emozioni soprattutto al tramonto, quando dall’antico castello che domina il villaggio dall’alto della rupe, si può ammirare il colore rosso/dorato che tinge tutta la parte nord/ovest dell’isola e lo sguardo può spingersi fino alle isole vicine tra cui Sifnos e Folegasos.


Plaka e le sue scalette bianche, i numerosi ristorantini, le chiesette candide e i numerosi negozietti di souvenir merita una sosta ed un fresco aperitivo dopo aver ammirato lo splendido tramonto che non ha nulla da invidiare a quello di Santorini.

A Firopotamos e di Mandrakia esite una vera rarità: i sirmata, piccoli e abitati ricoveri delle barche dei pescatori con grandi portoni colorati e ballatoi variopinti che si trovano sulla riva del mare e sono lambiti dalle onde.
Un bianco abbacinante colpirà gli occhi e la fantasia femminile a Sarakiniko, antico approdo dei saraceni dal paesaggio unico e lunare con i grandi scogli in cui si insinua il mare azzurro e limpido. Poco lontano le antiche catacombe dove si rifugiarono i primi cristiani per sfuggire agli attacchi saraceni. Si possono raggiungere da Tripiti, con una lunga scala dai gradini ripidi e pietrosi. Le catacombe sono state ricavate in alcune grotte naturali che si trovano a 150 metri sul livello del mare.
Infine il teatro greco, vicinissimo al luogo dove è stata ritrovata Venere, che ancor oggi, nelle sere d’estate, risuona con la sua meravigliosa acustica millenaria, di echi e di suggestive musiche.

About - 31 anni, nata a Gorizia mi occupo di comunicazione web, come blogger, oltre che di educazione per l’infanzia e di Archeologia. Collaboro con diversi portali web e curo progetti off-line per la divulgazione e l'educazione nell'infanzia. Seguitemi su e Twitter.

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