Essere donna non è economicamente vantaggioso.

Con questa affermazione non vogliamo tanto sollevare il problema (esistente e perdurante) della disparità di genere per quanto riguarda le retribuzioni aziendali, ma parlare di quanto costa avere il ciclo. L’Iva sugli assorbenti è al 22% e a nulla è valsa la campagna di mobilitazione che nel 2019 chiedeva l’approvazione dell’emendamento bipartisan sulla riduzione della stessa al 10%. Iniziative di solidarietà sono partite da alcune farmacie del territorio nazionale che hanno deciso di ridurre comunque le tasse sulle confezioni, pagandole di “cassa propria”.

Si stima che la spesa di assorbenti sostenuta da una donna nel corso della propria vita ammonti in media a 15.000 euro. Non di certo una passeggiata per chi non ha possibilità di scelta.

Ma il problema degli assorbenti non è solo di natura economica. Essendo usa e getta, essi hanno un impatto abbastanza considerevole e non positivo sull’ambiente. Anche in questo caso, possiamo affidarci a qualche numero: nel corso della propria vita, ogni donna consuma tra i 7 mila e gli 11 mila assorbenti non riciclabili.

Fortunatamente, esistono alternative green sempre più numerose che, a lungo andare, si riveleranno anche più economiche. Vediamole insieme.

La coppetta mestruale

Il metodo ad oggi più ecologico per il ciclo è la coppetta mestruale. Costituita da silicone riciclabile, può essere facilmente lavata e riusata per lunghi periodi di tempo. Si parla anche di dieci anni di attività.

Si tratta di un contenitore che va inserito all’apertura del condotto vaginale per raccogliere il sangue. Può essere portato anche per 8 ore consecutive. Quando la si toglie, si deve pulire con un detergente intimo prima di essere nuovamente inserita. Alla fine del ciclo, va riposta nel suo contenitore e poi sterilizzata in acqua bollente prima di essere usata il mese successivo.

Si può usare con la spirale e con la pillola, ma non con l’anello vaginale. È ottima per chi soffre di utero retrocesso, retroflesso, retroverso flesso ed endometriosi.

Il suo costo si aggira tra i 30 e i 40 euro. Può sembrare tanto, ma ricordiamoci che possono essere utilizzate per una decina di anni. Ci sono dimensioni e capienze diverse a seconda delle fisicità e del flusso.

Intimo assorbente lavabile:slip, costumi e leggins

In commercio sono presenti anche gli slip assorbenti. All’apparenza sono delle normali mutande, ma sono dotate di una speciale membrana che assorbe il sangue. Essa si trova all’interno di due strati anti-odore che garantiscono la stessa efficienza a cui gli assorbenti tradizionali ci hanno abituato. Proprio come per la coppetta mestruale, esistono tanti modelli diversi che variano sia per dimensioni, sia per grado di assorbenza. Si possono acquistare anche di colori diversi.

Sono compatibili con tutti i metodi contraccettivi e con i diversi tipi di conformazioni dell’utero. Sono molto comode e rappresentano la soluzione più vicina all’abitudine. Possono essere portate per 6 ore consecutive (dipende dal flusso) e durano per circa due anni.

Dopo essere state usate, vanno lavate. Il consumo d’acqua e di energia è il tasto dolente dell’intimo assorbente per quanto riguarda l’aspetto ecologico; per questo motivo, gli esperti consigliano di lavare a mano in acqua fredda gli slip durante il ciclo e poi mettere tutto in lavatrice a bassa gradazione.

Sono stati realizzati anche leggings assorbenti da usare quando si fa attività sportiva e costumi da sfoggiare al mere.

Il costo degli slip si aggira intorno ai 30 euro.


Gli assorbenti lavabili

Come si può facilmente immaginare, gli assorbenti lavabili condividono con quelli tradizionali la modalità di applicazione e di uso. Sono di stoffa, rivestiti di cotone e contengono uno speciale materiale per contenere l’odore. Anch’essi vanno lavati e sterilizzati e incidono sull’ambiente per il consumo idrico ed elettrico.

Possono durare anche fino a 5 anni se usati correttamente. Possono essere usati in presenza di qualsiasi patologia e sono compatibili con tutti i metodi contraccettivi.

Rispetto alle alternative viste fino ad ora, sono più economici perché costano tra gli 8 e i 12 euro.

Gli assorbenti compostabili

Rimanendo nel fulcro della tradizione, esistono anche degli assorbenti usa e getta realizzati in cotone biologico e ipoallergenico. Questo li rende facilmente degradabili in soli 90 giorni. Vanno buttati nell’organico per essere smaltiti. Possono non assorbire tanto quanto i loro cugini tradizionali, ma hanno un ottimo impatto ambientale. Sono l’ideale per i flussi meno abbondanti e anche per chi soffre di allergie o ha la pelle delicata.

Sono compatibili con tutti i metodi contraccettivi e possono essere usati in presenza di patologie e conformazioni particolari. Il prezzo al pacco si aggira intorno ai 5 euro.

Disco mestruale

Esistono dischi mestruali usa e getta e riutilizzabili. I primi (come risulterà ovvio), non risolvono il problema dell’inquinamento (anche se sono meno impattanti rispetto agli assorbenti normali) mentre i secondi sì e vanno tratti come la coppetta mestruale. In entrambi i casi, però, si parla di un disco in silicone medico ipoallergenico dotato di un sacchetto che raccoglie il sangue. Si posiziona all’altezza della cervice e può durare anche per 12 ore consecutive.

Non è compatibile con l’anello vaginale o con la spirale. Il disco riutilizzabile può durare fino a 5 anni e ha un costo medio di 40 euro. Quelli usa e getta, invece, costano circa 15 euro.

Spugna mestruale

La spugna mestruale funziona come un tampone, ma è biodegradabile, ha un’assorbenza maggiore e protegge da germi e batteri. Ce ne sono modelli diversi a seconda del flusso e possono essere sagomate appositamente. Esistono modelli usa e getta e altri lavabili. La spugna può essere inserita dopo essere stata bagnata o con l’apposito lubrificante (se presente nella confezione) e può durare anche per otto ore. Per toglierla, si può usare lo spazio creato nella parte inferiore del prodotto. Le riciclabili possono essere usate anche per 6 mesi di seguito e hanno un costo abbastanza economico (8 euro). L’unico pericolo è costituito dalla possibilità che, nel toglierla, si rompa e qualche pezzo rimanga all’interno. In quel caso, bisogna immediatamente contattare il/la proprio/a ginecologo/a.

La spugna mestruale non è compatibile con l’anello vaginale o con la spirale.

L’intimo assorbente lavabile è igienico?

Una delle remore più diffuse nella popolazione femminile quando si parla di metodi assorbenti alternativi è la paura che essi siano poco igienici o che portino malattie. In realtà, molte persone che li usano smentiscono queste paure e dichiarano di trovarsi molto bene. Il segreto è lavare e sterilizzare per bene qualsiasi soluzione che preveda il riuso.

Per decidere, ti conviene valutare per bene i pro e i contro considerando soprattutto i risvolti economici e ambientali.