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Inutile dirlo: ormai il web ha letteralmente conquistato le nostre vite. Lo smartphone è diventato una nostra appendice, la condivisione è il nostro mantra, l’apparenza il nostro biglietto da visita. Tuttavia la rete non ha portato con sé solo discorsi da bontemponi in stile “ai tempi miei”, ma ha fornito alla società anche tantissimi nuovi strumenti per evolversi.

Uno di questi sono senza dubbio le piattaforme di e-learning, nella fattispecie quelle che consentono di conseguire un titolo universitario o un master online.

Abbiamo deciso, quindi, di prendere spunto dalle opinioni su Unicusano, una delle università telematiche più note in Italia, per capire il futuro dell’istruzione online, arrivando anche a delle ipotesi estreme! Allacciate le cinture: si parte per il futuro!

Opinioni su Unicusano tra presente e futuro

Da un punto di vista meramente pratico, in futuro saremo più ricchi: sapete quanti soldi fanno risparmiare le università online? Se prima esisteva la condizione di “fuori sede”, ora chi abita lontano dall’università può scegliere di frequentare i corsi comodamente da casa propria. Questo offre un valore aggiunto anche ai lavoratori, che prima dovevano affidarsi alle lauree part-time, mentre ora possono conseguire il titolo come e quando vogliono studiando da remoto. Quindi, in futuro, avremo anche più tempo da dedicare a noi stessi!

Nonostante questi fattori molto positivi, le opinioni su Unicusano sono svariate: naturalmente ci sono persone che adorano la nuova possibilità di studiare online, mentre altre sono rimaste legate all’idea di studio tradizionale, in sede. Il bello è che molti non sanno che nella sede romana si possono seguire anche le lezioni fisicamente!

Questa forma ibrida di Università, un intreccio tra offline e online, non può che farci riflettere sul futuro dell’insegnamento. Per ora studiamo attraverso una piattaforma che ci consente di accedere alle lezioni 24 ore su 24: e quanti genitori saranno contenti di questa svolta? Quel master tanto agognato per fare carriera ora non dovrà essere messo al secondo posto perché i figli ci rubano troppo tempo.


Ma cosa dire dei docenti?

Attualmente sono ancora fisici, ma chissà se un giorno arriveremo a farci insegnare dai robot! Secondo un articolo recente, ad esempio, l’insegnamento ha solo il 27% di possibilità di essere automatizzato, rispetto al 73% di settori come ristorazione e ospitalità. Forse è un bene, non credete?

Allora arriviamo ad immaginare come cambierebbero le opinioni su Unicusano tra 20 anni se i robot prendessero il posto dei docenti. Se oggi gli studenti sono liberi di commentare un esame e prendere in giro (bonariamente, s’intende!) un docente sui social, come si svilupperebbe il rapporto con un docente artificiale? Già immaginiamo i titoli di giornale:

“Unicusano, recensioni sui primi docenti robot: non saranno un po’ freddini?”

Eh già, perché forse il bello dell’insegnamento è proprio l’empatia e la passione che i docenti riescono a trasmetterci. O almeno, che quelli bravi riescono a trasmetterci. E se alcune persone ancora oggi non gradiscono le lezioni online perché preferiscono le aule pollaio delle università tradizionali, figuriamoci come potrebbero prendere la notizia di un docente robot, che di certo non fa preferenze, non può essere corrotto in alcun modo e soprattutto non sputa ai poveri studenti in prima fila!

Insomma, l’Italia continua a oscillare in un limbo di tradizione e innovazione. Ma qui vale un motto antico: de gustibus non est disputandum!