Robe di Donne

Procreazione medicalmente assistita,legge 40 “vecchia”: ha 10 anni

On lunedì, febbraio 24th, 2014

images (5)Il 19 febbraio 2004 veniva varata la Legge 40 e da allora ha avuto 28 processi perché troppo limitativa. Ricordiamo ad esempio l’esclusione della diagnosi pre impianto o anche il non poter ricorrere ad una donatrice. Anche la Corte Europea di Strasburgo nel 2012 ha condannato l’Italia a per aver violato, le norme della Convenzione per la Salvaguardia dei diritti dell’uomo. Inoltre nel resto dei Paesi dell’unione europea la modernizzazione e le tecniche della fecondazione assistita hanno fatto passi da giganti, lasciando ancora una volta il Bel Paese, in una condizione estremamente arretrata. E le conseguenze sono palpabili; il 45% delle coppie che ricorrono alla procreazione assistita lo fanno all’estero perché le tecniche estere sono molto più competitive e libere di quelle italiane anche riguardo alla donazione. Nel 2012 sono andate all’estero ben 4 mila coppie di cui 2 mila volevano ricorrere alla fecondazione assistita eterologa. Ad esempio la legge spagnola regola la donazione di sperma e di ovociti favorendo i ricercatori nel loro lavoro senza incidere sull’etica e preservando la salute degli embrioni e delle donne donatrici. Tutte le donazioni sono anonime e volontarie e permettono alla donne che non potrebbero avere figli per vari motivi come casi di endometriosi o di ovaio policistico e hanno meno possibilità di poter diventare madri. In Spagna è permesso di accedere alla fecondazione assistita alche alle donne non sposate o vedove e ammette la selezione degli embrioni per la cura di terzi come avvenne nel 2008 quando nacque un bimbo che grazie alle cellule staminali del suo cordone ombelicale fu possibile curare il fratello di sei anni ammalato di talassemia.

La legge 40 italiana ha subito numerosi ricorsi grazie ai quali alcuni punti sono stati giudicati incostituzionali dalla sentenza della Consulta nell’aprile 2009. La sentenza del 2009 ha tolto l’obbligo di impianto contemporaneo di tutti gli embrioni prodotti, inoltre è stato cancellato anche il divieto di produzione di più di tre embrioni e non sono più stati vietati il congelamento degli ovuli in sovrannumero. Con tali interventi la situazione è molto migliorata anche perché prima l’11% delle gravidanze era trigemellare con molti rischi per la mamma e i bambini.
Questi aggiustamenti hanno reso migliore la Legge 40 che era stata considerata come la legge più restrittiva di tutta l’Europa. La legge 40 è sopravvissuta anche ad un referendum abrogativo nel 2005 per non aver raggiunto il quorum necessario. Essa non tiene conto delle regole scientifiche e delle esigenze delle persone che ad essa ricorrevano.

Il prossimo 8 aprile la Corte Costituzionale si dovrà pronunciare di nuovo sull’incostituzionalità del divieto di cessione degli embrioni alla ricerca e del divieto di ovodonazione.

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Pubblicato in Benessere, Salute
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