Robe di Donne

Un viaggio ad Otranto, per le donne che amano mare e storia

On lunedì, marzo 18th, 2013

otranto_mosaicoOtranto, che si affaccia ad Oriente sullo splendido blu del mare verso le coste dell’Albania, è un’antichissima cittadina che affonda le sue radici in tempo remotissimi, fino al periodo messapico.
I Messapi, un’antica popolazione italica stanziatasi nel Salento, lasciarono le loro tracce fin dall’VIII sec a.C. e si trovano segni del loro passaggio anche d Otranto con un villaggio sui cui resti venne costruita la Cattedrale di Otranto, dove precedentemente si impiantavano una domus romana e un tempio paleocristiano. La cattedrale, consacrata nel 1088, è una sintesi tra elementi bizantini, paleocristiani e romanici.

Nel 1480 in essa si rifugiarono gli abitanti della città che era stata invasa dai Turchi che, purtroppo riuscirono a espugnarla e a sterminare con inaudita ferocia tutti i rifugiati, trasformandola poi in moschea e distruggendo tutti gli antichi affreschi del XIII secolo.La cattedrale, restaurata e ricostruita presenta all’interno una pianta a tre navate absidate, con 12 archi sostenuti da quattordici colonne di granito con capitelli differenti. A ricordo dell’invasione venne costruita nella navata destra, la Cappella dei Martiri, al cui interno, in apposite teche di vetro vengono custodite le ossa dei Beati martiri idruntini, massacrati e decapitati dai Turchi sul Colle della Minerva il 14 agosto 1480 per non aver voluto rinnegare la fede cristiana.

Splendido è il grande mosaico che ricopre tutto il pavimento della chiesa sviluppandosi lungo le navate, il presbiterio e l’abside; fu eseguito tra il 1163 e il 1165 da un gruppo di artisti capeggiati dal monaco Pantaleone. Il mosaico va letto dall’entrata della chiesa da cui si sviluppa il grande albero della vita sostenuto da due elefanti, il maschio e la femmina da cui si dipartono raffigurazioni tratte dall’antico testamento con molti simboli ed immagini non prettamente bibliche tra cui Re Artù raffigurato in groppa ad un caprone con uno scettro curvo.


Proseguendo si incontra la Torre di Babele di grandi dimensioni e di posizione originale tanto da far pensare che Pantaleone abbia voluto attribuire ad essa un particolare significato. Anche un leone con quattro corpi ed un’unica testa rende difficile la spiegazione della simbologia. La presenza, poi, di un mosaico rappresentante Alessamdro Magno, confonde le idee. In cima all’albero della vita è presente un serpente che vi si avvolge intorno con le sue spire, la cosa insolita e provocatoria è che il serpente è posto sotto il presbiterio.

L’interpretazione del mosaico è probabilmente quella cabalistica vista la corrispondenza tra le raffigurazioni principali del mosaico e le Sefirot della Cabala. Ad esempio Il mosaico del leone con quattro corpi è contrapposto ad Alessandro Magno ha un omologo evidente nelle Sefirot inferiori: lo Splendore(il leone con volto solare) e la Vittoria (l’invincibile Alessandro Magno). Alalogamente il Rigore (Severità) è rappresentata dalla punizione divina e dall’ordine dato a Mosè da Dio, mentre la Pietà, contrapposta al Rigore, è indicata attraverso la raffigurazione dell’Arca. Infine l’Intelligenza raffigurata con l’albero della vita e quello del bene e del male, di fronte a cui si pone la scelta di Adamo lo porta verso l’albero del bene e del male.

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