donne-onu-violenzaSabato 6 aprile a New York sono arrivate donne da tutti i Paesi del mondo. Sono entrate nelle sale dell’ONU per partecipare attivamente al CSW, ovvero alla riunione della Commissione sullo Stato delle Donne. Nel 1946 venne stabilita la CSW da una risoluzione dell’ECOSOC alla quale partecipano le rappresentanti di 45 Stati Membri che vengono scelti a rotazione in base alla provenienza geografica per discutere all’interno del principale organismo per le politiche globali sull’uguaglianza di genere. Si valutano e si identificano le buone pratiche messe in atto per arrivare ad una uguaglianza tra tutte le donne, si mettono in evidenza i progressi ottenuti, si individuano eventuali lacune. Al termine si stila un documento concordato che contiene raccomandazioni per i governi e le ONG. Esse rappresentano le linee guida che indicano le priorità per le donne che dovrebbero ricevere investimenti internazionali. All’interno di ogni nazione poi si verificherà se le linee guida sono state osservate e sono proprio le ONG che presseranno i cari governi affinchè si seguano tali linee guida.

Durante la 57esima riunione del CSW si è parlato dell’eliminazione di ogni forma di violenza su ragazze e donne e, purtroppo, l’incontro ha messo in luce come il ruolo della donna sia inteso in modi estremamente diversi, da una parte i numerosi progressi in alcuni Paesi sull’uguaglianza della donna, dall’altra il crescente conservatorismo religioso e sociale messo in atto in altro. E il confronto è sfociato in aspri contrasti che voleva far sparire dalle conclusioni le disposizioni sulla violenza contro le donne per via della loro “identità di genere o orientazione sessuale” e sulla “violenza da partner sessuali”.


Il risultato è stato ottenuto da un gruppo di Paesi, tra cui Iran e Santa Sede.

Iran e Santa Sede? Alleati? Non è una novità, infatti i vari i nunzi apostolici presenti nelle non si allineano non con i rappresentanti dei Paesi cattolici, ma con i paesi fondamentalisti del Medio Oriente.
Il Governo egiziano, poi, ha portato un documento dei Fratelli Mussulmani che richiede a tutti gli Stati musulmani di rifiutare il documento di conclusioni perché avrebbe “contraddetto i principi dell’Islam, distrutto la famiglia” e inoltre la temuta “la possibilità per le donne musulmane di sposare uomini non musulmani, l’abolizione della poligamia e della dote”.
L’Iran ha cercato di togliere dal documento la frase “matrimonio precoce e forzato” perché in Iran sposrae le bambine è legale …
Fortunatamente a prevalere sono stati i diritti delle donne che prevedono anche la contraccezione e l’aborto legale per le donne violentate.